Connessioni multiple
Di pezzi del puzzle, di comunità e di incantesimi
[puntonave]
Vi capita mai di avere la sensazione che qualcosa si stia mettendo al posto giusto? Non necessariamente tutto. Magari un solo dettaglio.
Non parlo di un’immagine completa, ma di quel pezzo che, a sorpresa, trova il suo posto proprio lì, dove i bordi smettono di opporsi e si incastrano alla perfezione.
È solo una sensazione e l’immagine è quantomeno sfocata, ma mi è parso per un momento di averla provata e voglio ricordarmi questa sensazione senza farla scorrere via, senza considerarla poco importante. E quindi la scrivo qui. Specialmente perché non è una vibrazione che avverto spesso, per lo meno non con questa intensità.
Chissà cos’è.
🎧 Mabui - On air, off script
Avevo annunciato un maggio speciale e penso di non aver deluso le aspettative.
La prima ospite del mese ci ha portato in mondi fantastici, tra letteratura, gioco di ruolo ed editing, dove le parole hanno sempre un loro peso:
Episodio 36 — Marta Monsellato, editor
Un’occasione davvero unica per parlare di chi si prende cura delle storie e si impegna a fare in modo che escano in libreria nella loro veste più splendente. Martapossum (per sapere perché la chiamo così dovete proprio andare ad ascoltare la puntata!) ci ha mostrato le bozze, la fatica e la meraviglia che c’è dietro al mondo editoriale e che si ricompongono in un ruolo troppo spesso lasciato nell’ombra.
Ti piacerebbe diventare un’ospite di Mabui? Raccontami la tua storia!
L’incontro con Marta Monsellato è stato anche l’occasione di andare oltre il suo campo professionale. Questo perché le storie sono porte (mi ripeto, lo so) e raccontarle apre mondi, tende mani, crea comunità, ci fa sentire decisamente meno soli. E sono cose che restano davvero.
🎙️ Dietro il microfono
Abbiamo paragonato il settore editoriale a una giungla di intrecci complicati, ma anche a deserti difficili da attraversare (specialmente quando manca una mappa adeguata). Quello che Marta mi ha ricordato, e che forse talvolta sfugge visti i tempi di progresso selvaggio e caos mediatico, è che è un settore fatto di persone e non di algoritmi e che la comunicazione genuina è fondamentale come bussola per orientarsi. Alle volte è difficile attrezzarsi in modo corretto, ma esistono persone appassionate e piene di talento che sanno prendere per mano, guadare il fango insieme a noi, mostrare che un modo c’è se si è pronti a mettersi in gioco e lavorare sodo.
▶️ Ascolta l’episodio su YouTube e iscriviti al canale di Kon Kon.
‼️ Nota extra 🎙️‼️
Mabui è segnalabile all'Italian Podcast Awards 2026.
Non si tratta di un voto. È piuttosto un modo per dire: ci siamo. Di occupare uno spazio, di farci sentire. E se la segnalazione del nostro podcast dovesse innescare nuovi cerchi di risonanza, chissà, magari le voci delle nostre ospiti arriveranno ancora più lontano.
📚 Recensione del mese + libri
Per la mia recensione di maggio per le Viole di Marzo ho scritto di L’ora di greco, di Han Kang.
Torno a parlare di questa magnifica scrittrice coreana (e l’ho fatto anche nella nuova rubrica #derive per il suo “La scatola delle lacrime”) con un romanzo complesso e poetico.
L’ora di greco segue la vita di due personaggi all’apparenza diversi che invece condividono un destino che ha un punto in comune: la sottrazione di uno dei cinque sensi. Mentre il professore di greco può, a causa di una malattia congenita, prevedere con certezza il suo percorso verso la cecità, la sua allieva soffre di un disturbo psicosomatico che la priva della voce.
In un contesto di inevitabilità, dolore e isolamento, poiché certe patologie rinchiudono in sé stessi e tendono a isolare, nasce un’opportunità di profonda comprensione di sé e di avvicinamento all’altro. E la possibilità che possa formarsi una connessione in un ambiente interiore così ostile ha saputo commuovermi.
In queste ultime due settimane sono rimasta qualche giorno in più in Corea, almeno tra le pagine, e ho letto:
Biscuit, di Kim Sun Mi — tradotto in italiano da Elia Giulia. In questo romanzo alcune persone diventano progressivamente invisibili quando perdono il contatto con il proprio senso di identità e il rispetto per sé stessi. Il protagonista li chiama “biscuit” poiché la loro presenza si sgretola progressivamente fino a che di loro non rimane più nulla. Una metafora che parla del bisogno umano di essere riconosciuti dagli altri, di essere visti, ma anche di trovare un proprio spazio in cui riconoscersi e salvarsi dall’oblio.
Per poi andare indietro nel tempo con il breve:
Il primo amore, di Fyodor Dostoevsky — una storia in costume che a leggerla sembra di sentire l’odore di cipria per le parrucche e di cera consumata nei corridoi. Non una delle sue opere migliori, lo ammetto. Però se è vero che, come ho sentito raccontare di recente da un’esperta di letteratura russa, se si legge Dostoevsky si acquistano venti centimetri di altezza in più, forse valeva comunque il viaggio.
The lost spells, di Robert Macfarlane e Jackie Morris — un libro magico. Un libro con incantesimi da leggere ad alta voce che racconta storie e canta ritornelli con colori e pennelli. Sono incantesimi per ammaliare, proteggere e protestare. Sciolgono la lingua, benedicono, insegnano e fanno addormentare serenamente. (includo qui sotto la splendida copertina):
✨ Note dalla Via Lattea
✍️ Sottolineature mentali
Mi sembra che il leitmotiv di questa newsletter sia chiaro. Mi sorprende come arrivi sempre alla fine, questa consapevolezza, e come sappia indicarmi i sassolini bianchi lasciati sul sentiero sempre dopo averli già disseminati.
Sono successe tante cose al di fuori dell’ordinaria routine in queste due settimane, ma ne voglio ricordare due.
Kumino ha compiuto dieci anni: dieci splendidi anni insieme.
L’altra è stata ascoltare Roberto Saviano al The International Literature Festival Dublin (ILFD) in dialogo con Sally Hayden, parlare dell’importanza di esprimere ad alta voce ciò in cui crediamo. Un pensiero che è certamente il riflesso delle scelte che ha compiuto lui stesso negli ultimi vent’anni. Poi, alla fine dell’incontro, ha ricordato un insegnamento di sua madre: sono spesso i piccoli atti di resistenza, quelli che rompono il silenzio e costruiscono comunità, a generare l’eco più ampia contro ciò che di brutto ci circonda, contro le ingiustizie, contro gli inganni. A volte più potenti di gesti eclatanti di apparente redenzione.
🖋️ Nel tempo sospeso
Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da un’ospite di Mabui che mi ha cambiato la giornata. Vorrei condividerne qui una parte perché, anche se sono passati alcuni giorni, continua a risuonare nelle profondità delle mie motivazioni:
[…] Il concetto di “mabui” mi ha fatto molto riflettere dopo averlo scoperto grazie al tuo podcast, ci ripenso ogni volta che ho bisogno di ricentrarmi. Credo che abbiate creato uno spazio prezioso per riscoprirsi, prima ancora che per farsi scoprire dagli altri!
Grazie infinite ❤️
Un invito alla conversazione 💌
Se vuoi rispondere a questa mail, consigliarmi un libro o semplicemente raccontarmi qualcosa… la mia posta ha sempre voglia di ricevere messaggi.
E, se ti va, puoi condividere questa newsletter con chiunque pensi possa leggerla con piacere.
🌙
Ci rileggiamo tra due martedì,
Slán,
Alessandra
I puntonave resteranno liberi e aperti. Per chi sostiene, con il tempo, prenderanno forma nuovi contenuti e luoghi più raccolti.



